attacchi di panicoChe cos’è l’ansia?

L’ansia è un emozione che assolve la funzione di anticipare un pericolo futuro, reale o immaginato, che può provenire dall’ambiente esterno ma anche da stati corporei interni (es. tachicardia interpretata come segnale d’allarme per lo stato di salute; preoccupazioni di varia natura; paura di fare brutte figure: ansia sociale; ecc.) ed ha lo scopo specifico di preparare l’individuo a fronteggiare una minaccia percepita come incombente. L’ansia è un’emozione tra le più antiche ed aveva la finalità (ed ha ancora oggi sebbene in modo meno evidente)  di garantire la sopravvivenza. Se l’uomo dalla sua comparsa non avesse posseduto questa emozione con ogni probabilità si sarebbe estinto. Non a caso l’ansia è un’emozione che accomuna tutte le specie animali e che nell’uomo, essendosi sofisticata, si manifesta attraverso complessi meccanismi mentali che qualche volta possono sfuggire al controllo.

Attacchi di panico e agorafobia

L’ansia rappresenta un problema solo quando diviene troppo intensa e duratura e si manifesta in “momenti inopportuni” durante i quali può essere d’ostacolo piuttosto che d’aiuto. In questi casi può verificarsi il cosiddetto attacco di panico durante il quale il pericolo non è più percepito come incombente ma vissuto come presente e in atto. Il panico infatti si può intendere come un forte stato d’ansia (crisi d’ansia) che serve a gestire un evento traumatico che si sta verificando in quel preciso momento. Il panico è accompagnato da una specifica sintomatologia fisica che generalmente si manifesta attraverso: tachicardia, aumento della sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea, sensazione di sbandamento/instabilità, sensazione di essere prossimi ad uno svenimento ecc. Quasi tutti coloro che soffrono per molto tempo di attacchi di panico prima o poi iniziano a evitare tutte quelle situazioni che ritengono possano esserne la causa (es. luoghi affollati, spazi aperti, autobus, treni, spazi chiusi, centri commerciali ecc.). Si  arriva così alla cosiddetta agorafobia (ansia di trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto)  la quale, qualsiasi sia la situazione temuta, ha funzione di evitare l’attacco di panico. La persona affetta da disturbo da panico con o senza agorafobia sente di non riuscire a vivere la vita come vorrebbe, di dover rinunciare suo malgrado a passioni, opportunità lavorative, divertimento, viaggi perché potrebbero innescare attacchi di panico. Il meccanismo a spirale che si attiva può condurre ad una progressivo peggioramento della qualità della vita e ad una crescente dipendenza da figure protettive con conseguente perdita di autonomia. Tuttavia  il disturbo da panico se adeguatamente trattato, evolve, in un gran numero di casi, nella direzione di un sostanziale recupero.

Come si procede per curare il panico e l’agorafobia?

La psicoterapia cognitivo-comportamentale ha dimostrato scientificamente di essere una delle terapie più efficaci (se non la più efficace) nel trattamento dei disturbi d’ansia. In poche sedute è possibile ricostruirne le cause e ottenere una notevole diminuzione dei sintomi. Di norma dodici incontri con cadenza settimanale sono sufficienti per concludere il trattamento. Terminata la terapia saranno necessarie poche visite di controllo programmate durante l’anno (solitamente una al mese) per monitorare e prevenire eventuali ricadute.

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Posted on: 13 Marzo 2014 | Author: admin
Categories: Disturbi