disturbi-alimentariI disturbi alimentari sono un tema di grande attualità e negli ultimi decenni le teorie che sostenevano fossero determinati da un’unica causa sono state soppiantate a favore dalla consapevolezza che si tratti di disturbi multideterminati e ben più complessi.  Fattori culturali, individuali e familiari interagiscono tra loro in varia misura. Ciò su cui si concorda  è che il fattore che maggiormente incide sullo sviluppo di tali disturbi sia il seguire un regime dietetico per motivi vari ed in particolare le diete “fai da te” non supervisionate da esperti nel campo. I disturbi alimentari sono solitamente suddivisi in quattro tipologie: anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata (BED), obesità.

Come curare i disturbi alimentari?

Il trattamento cognitivo-comportamentale dei disturbi alimentari varia a seconda della tipologia del disturbo. In generale è prevista una prima fase di trattamento di tipo comportamentale finalizzata a riequilibrare la dieta aspetto che riveste particolare importanza quando si sia in presenza di evidente sottopeso (sindrome da denutrizione). Normalizzato il peso e riottenuto un equilibrio fisiologico e ormonale accettabile (nella loro evoluzione tali disturbi coinvolgono funzioni neuroendocrine, ormonali e metaboliche) è possibile intraprendere una fase psico-educazionale che miri a correggere le informazioni distorte relative al cibo e le abitudini alimentari controproducenti. Verranno inoltre trattati temi psicologici direttamente riconducibili al disturbo quali: intolleranza alle emozioni,  bassa autostima, problemi relazionali, perfezionismo, isolamento, sentimenti di solitudine e abbandono ecc. Sì passerà ad esaminare più specificamente come il paziente percepisce il proprio corpo e la grande importanza che solitamente tali pazienti attribuiscono al peso e alle forme corporee. Verrà quindi ricostruito insieme al paziente un modello riassuntivo del funzionamento del disturbo al quale riferirsi durante tutto il percorso terapeutico. Grazie alla condivisione del modello sarà possibile spiegare le idee disfunzionali alla base del circolo vizioso che alimenta e mantiene in vita il disturbo ed affrontare con cognizione eventuali resistenze alla terapia.

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Posted on: 8 Aprile 2014 | Author: Andrea
Categories: Disturbi